Professionalità e Tafazzismo

Professionalità e Tafazzismo

Sono un sostenitore delle piccole librerie, quelle in cui è ancora possibile trovare quel personaggio mitologico che è il libraio: una persona che i libri li legge ed è capace di darti utili consigli senza sbirciare la IV di copertina.

Penso che un mercato librario fagocitato dalle grandi case editrici determini un impoverimento dell’intera offerta oltre al fatto che non è un bene per nessuno che siano solo in pochi a decidere cosa deve o non deve finire negli scaffali.

Quindi entro sempre con grandi aspettative, e deciso a comprare, in questi piccoli empori.

L’accoglienza è come da copione: una persona ben oltre i 60 che, preso in una lettura o intento a sistemare libri, sussurra in risposta al tuo saluto guardandoti da sopra gli occhiali da presbite. Assicuratosi che non sei un rapinatore (ma devi stare proprio alle pezze se pensi di rapinare un posto così) torna alle sue faccende.

Inizio a girare tra cataste di libri e scaffali. La suddivisione è per argomento? per casa editrice? in ordine di arrivo? per colore? seguendo la Cabala? La mia attenzione non riesce a posarsi su niente. Quei pochi libri in evidenza sono gli stessi che trovo scontati del 20% al centro commerciale.

Vado via “nero” pensando che ci vorrebbe davvero poco a far diventare dei gioielli queste bottege di cultura. Ma cosa ben più grave, esco senza aver comprato niente.

Ad accentuare il disappunto c’è il fatto che negli store delle grandi case editrici trovo sempre titoli interessanti, li trovo senza difficoltà e vado via avendo speso sempre più di quanto pianificato.

Allora la domanda è: sono le grosse librerie a divorare le piccole o sono le piccole librerie, che come dei Tafazi, si stanno suicidando?

Sappiamo quali siano i problemi nella distribuzione e lo strapotere delle grandi case editrici. Per questo il piccolo libraio deve mettere in campo strumenti diversi se non vuole essere divorato dal mercato.

Il piccolo libraio è un lettore appassionato, conosce i libri e gli autori ed è una fonte preziosa di informazioni. La sua arma è il consiglio.

Non puoi competere con i megastore per quantità di titoli e prezzi ma puoi farlo tranquillamente per conoscenza del prodotto e relativo consiglio nell’offrirlo.

Questo vale – per tornare a noi – tanto per i librai quanto per i farmacisti.

Carlo D’Este

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Fotografia: Tratta da Facebook di Aldo Giovanni e Giacomo